Lettera dell’11 Marzo 2021

11 Marzo 2021

Cari donatori, amici, conoscenti, grazie a tutti voi che ci sostenete e che ci permettete specie in questi tempi di aiutare molte persone ridotte a una condizione di miseria assoluta.

Da ieri la nostra scuola ha riaperto, sarà quindi più facile dare ai bambini cibo, acqua potabile, igiene, poi in ultimo istruzione anche se qualsiasi cosa si faccia a scuola diventa istruzione, specie ora, ogni distrazione dal peso della miseria e dell’abbruttimento, ogni svago, canto, considerazione anche la più semplice diventa insegnamento.

I bambini sono felicissimi di essere tornati a una condizione di normalità, per quanto abbiamo cercato di sostenere le famiglie anche nei momenti peggiori, spesso, le situazioni sfuggivano di mano.

Abbiamo aperto il Plato anche a studenti di altre scuole in prossimità degli esami poiché le scuole pubbliche non possono accoglierli oltre l’orario delle lezioni o la loro condizione domestica disagevole non li accoglie visto che abitano in 10 in una stanza, così si sono rivolti a noi per avere un luogo dove poter studiare. Le condizioni climatiche, le piogge, la pandemia, tutto è stato motivo di devastazione, ma loro sono stupefacenti e come sempre insegnano e insegnano  spontaneamente come ci si può rialzare dalle condizioni peggiori.

Per molti non c’è via d’uscita, non possono neppure sperare che qualcosa cambi, non c’è qualcosa che può cambiare o una volontà da stimolare, o un altro adattamento da accettare, non si può neppure ridurre o sacrificare la propria vita precedente dando spazio a quella attuale. Spesso non c’è proprio NULLA DA FARE.

Sono soprattutto queste le persone e le situazioni che noi sosteniamo, molti di loro prima avevano una vita seppur di stenti dignitosa, oggi ???

A noi tocca l’arduo compito di scegliere a chi rivolgere il nostro aiuto, a chi dare la precedenza. E’ sempre ogni volta difficile e doloroso. Non ci si abitua mai a fare i conti con la miseria e quindi con la malattia, ma scegliere  tra LUI, LEI, LORO SI, LORO NO è veramente un’impresa ingrata alla quale non mi abituerò mai.

Quel freddo modo di affrontare i drammi non fa ancora parte delle mia capacità. In compenso il sorriso dei bambini che ancora e di nuovo esplode ogni giorno è un dono immenso. Purtroppo non ci è dato di essere lì e dopo 22 anni di presenza in India questa assenza è sofferente, ma loro compensano benissimo la distanza.

La piccola che ha perduto un occhio è ora in cura all’Aravind Hospital di Madurai (nella speranza di salvare l’altro occhio), uno dei migliori ospedali oftalmici di tutta l’India e di cui sosteniamo le spese principali, sta bene, la famiglia è incredula di aver ricevuto un aiuto insperato, sono grati e contenti e ancora una volta prende forma e si manifesta LA FORZA della solidarietà, la potenza dell’unire le energie, a volte come nel mio lavoro, ha il potere di aiutare o no.

Anche in Nepal aiutiamo molte persone che in questo dramma sono in gravi difficoltà, ma che abituate alla fatica si rialzano in fretta.

La vostra solidarietà, il vostro sostegno, il vostro amore o qualsiasi cosa vi spinga ad aiutarci è per noi fonte di gioia.

Nel caso siate a conoscenza di situazioni gravi sul territorio italiano fatecelo sapere, noi anche qui siamo attivi.

Grazie di cuore.

La Fondatrice

Valeria Viola Padovani

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