Lettera del 26 Settembre 2022

26 Settembre 2022

Dopo due anni e mezzo di assenza dall’India ritornarci è stato molto doloroso e triste, la miseria è grave e il famoso porto di cui vi parlo da anni è quasi pronto. Ha creato danni ambientali, danni alle famiglie dei pescatori e le condizioni atmosferiche a causa dei cambiamenti climatici sono talmente peggiorate che spesso non si può uscire in mare e anche nelle ultime settimane  ci sono stati disastri e un morto, se guardate sul WEB potete leggere tutto sui pescatori di Vizhinjam.
Ho trovato una povertà spaventosa alla quale non mi abituerò mai e la necessità di seguire da vicino passo passo le condizioni di chi soffre. La distanza tra chi soffre di miseria e chi ancora può avere una vita dignitosa è talmente grande, ma talmente grande che la gente non vuole e anche non può immaginare. Non vedo altro che disperati che lottano con altri disperati, a volte contro altri disperati.
La classe media sta creando una nuova malattia già in uso in occidente:
IL CONSUMISMO così spaventoso da lasciare senza fiato. Chi può si riempie di cose e i supermercati, gli ipermercati esistenti solo da qualche anno sono invasi dalla folla fagocitata dal nuovo gioco, l’acquisto.
E’ così triste questa visione dell’India anche perché il “benessere di alcuni” non impedisce di certo la miseria tragica di altri.
E tutto questo è ormai mischiato. Non c’è più un occidente materialista e un oriente spiritualista, c’è un grande CAOS sia in un senso che nell’altro, allora io dopo una serie di dubbi e preoccupazioni, ho deciso di rimboccarmi le maniche, ristrutturare l’edificio abbandonato a se stesso per questi due anni e mezzo e ridare forza alla scuola. Le famiglie sono allo stremo, molti hanno accumulato debiti, il cibo già prima scarso ora è quasi nullo, sono tutti disperati.
A breve tutto riprenderà dall’interno della scuola mentre fino ad ora negli ultimi due anni raccoglierli al Plato è stato difficile, impossibile, quindi spesso gli insegnanti andavano nelle case o facevano lezione attraverso le chiamate video, tutti ammassati in luoghi improvvisati ora aspettano, sperano, sognano, desiderano di tornare e stare tutti insieme.
Insieme al Plato, in Orissa ho incontrato un progetto bellissimo di cui ho già accennato, il Siddarthvillage e Herbal Mother, dove si coltivano piante medicinali originali con grandi proprietà curative. Qui insieme alla meraviglia del luogo e al valore della coltivazione la povertà è allucinante e non posso confrontarla con nient’altro io abbia mai conosciuto prima, forse solo le situazioni peggiori del Nepal.
Tutta questa tristezza e difficoltà, come sempre viene e muove in me nuova forza e nuovo coraggio per aiutare chi soffre.

Grata per il vostro sostegno

La fondatrice

Valeria Viola Padovani

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