Lettera del 19 Agosto 2018

Lettera del 19 Agosto 2018

Carissimi tutti voi che ci sostenete,

aspettavo settembre per scrivervi per potervi dare alcune definizioni più concrete circa il nostro viaggio di aiuto e ricerca, ma i disastri in corso in Kerala mi costringono a scrivervi ora e a rimandare le notizie sugli sviluppi dei nostri progetti.

La situazione è terribile, mio figlio Simone è lì sul campo e mi manda racconti e foto che mi tolgono il respiro.

Migliaia e migliaia di persone sfollate, per ora centinaia di morti e chissà quanti sotto l`acqua nei fiumi, nei canali, nelle case, in tutti i luoghi bassi. Drammi assoluti!

Volontari che si muovono in massa, famiglie intere che aiutano; tutti insieme, adulti, anziani, bambini, una cooperazione tra la gente incredibile, aereoporti chiusi a causa dell`acqua alta, così alta da nuotarci dentro. Ovvio il rischio di epidemie.

Nel dicembre 2004 noi eravamo in Kerala quando ci fu lo Tsunami…il disastro fu immenso e oltre al dolore umano per le vittime, lo strazio fu per me non riuscire a trasmettere la consapevolezza che cresceva di momento in momento nell’assistere così da vicino al dolore, all`attonito dolore di chi in un attimo PERDE TUTTO e che già prima aveva appena appena il necessario per vivere, ma non il necessario che noi concepiamo. Tragedie che tolgono a chi già non ha nulla, che distruggono anche il solo pensiero di una ripresa, ma in questi 14 anni dallo Tsunami del 2004 anche in India molte cose sono cambiate.

Prima c`era SOLO il cuore della gente e poche infrastrutture di aiuto, oggi no, molto è cambiato specie in città come Cochin, quindi noi del Centro Studi Platone abbiamo scelto, visto che LA NOSTRA SCUOLA E`SALVA seppur tutt’intorno strade chiuse, fango, disagi enormi, di destinare la RACCOLTA FONDI al Rajagiry Vidyapeetham College dove lavora Simone che e` per noi una assoluta sicurezza di investimento a buon fine. – Rajagiri Vidyapeetham (che vuol dire: “sede della conoscenza” – include tutte le facoltà e le scuole)

Grazie di cuore ancora una volta.

Cercheremo di tenervi informati da dentro, Dalle storie della gente.

 

P.S. Nel 2004, quattro giorni dopo lo Tsunami, una donna giovane camminava sulla spiaggia in cerca dei suoi cari, morti tutti. Madre, padre, sorella cognato, nipoti.

Dal mare arrivo` una grande foglia di banana con sopra un bambino di pochi mesi. Indenne. Il bambino era suo nipote e vi assicuro e` una storia vera.

La FondatriceValeria
Viola Padovani


Cara Mamma,

è difficile provare a descrivere quello che è successo e quello che lascia nel cuore questa tragedia.

I monsoni sono stati carichi di pioggia dall’inizio, da Maggio, ma nelle ultime due settimane non hanno lasciato scampo ad un intero stato.

Le piogge torrenziali hanno costretto all’apertura delle dighe che hanno invaso i fiumi e hanno portato, fino ad oggi, alla morte di 350 persone e alla fuga di 724.000 persone rifugiate nei più di 5000 campi per sfollati allestiti in tutto il Kerala.

Purtroppo non avremo stime definitive fin quando l’acqua non retrocederà e scopriremo cosa è successo veramente.

Il mio campus è allagato, senza acqua e senza elettricità. Ma è niente rispetto alle storie che continuo a sentire e a vedere. Intere famiglie sui tetti o in acqua per giorni, persone disperse, morte a causa di scosse elettriche. I distretti più colpiti sono Ernakulam, Thrissur e Alappuzha, nella zona centrale, lasciando lo stato inaccessibile. L’aeroporto di Cochin sarà chiuso per due settimane, ieri c’erano ancora 2 metri d’acqua sulle piste. Chi non è stato colpito dall’esondazione dei fiumi, ha vissuto in terre allagate, case allagate da due settimane di incessanti piogge. Altri sono travolti dalle frane. Ci sono cittadine come Chengannur sul fiume Pamba e Alwaye, sul fiume Periyar (a meno di 10 km da qui), dove l’acqua arriva al secondo piano delle case. Intere case sono state spazzate via.

Il college per cui lavoro ha allestito un campus per sfollati, sono 1.500 persone, in un altro coordiniamo gli aiuti e la riabilitazione So di campi che arrivano ad accogliere 15.000 persone senza ormai una casa o averi.

Siamo in una situazione dove manca tutto. Ci si aiuta tra campi perché trovare una stuoia, un sari, una camicia, le verdure, gli assorbenti per tutte queste persone è un’impresa titanica.

La furia della Potenza della natura ci ha lasciati sgomenti, sofferenti, impreparati… ma uniti.

I pescatori, come al solito, hanno salvato centinaia di persone. L’esercito, la Marina, i paracadutisti, insieme alla gente comune come noi, stanno facendo il possibile e un pezzetto in più. Ancora, solo oggi, domenica, sono state recuperate 22.000 persone.

Oggi si sono presentati al nostro campo 3 bambini del quartiere, il più grande avrà avuto 12 anni, con un sacchetto pieno di saponi e corde per stendere e 1037 rupie (13 euro) che hanno racimolato di casa in casa tra parenti e vicini. Una tenerezza infinita!

Da domani inizieremo a fare un passo alla volta verso la ricostruzione, oggi è stato il primo giorno senza pioggia dopo settimane buie e spaventose, ma da domani dovremo anche affrontare un altro dramma, sempre che le piogge non continuino… quante persone sono sepolte sotto l`acqua? Ci saranno epidemie come dopo lo tsunami?

Tento di stare in costante contatto con te per darti le ultime notizie e per poter destinare al meglio gli aiuti.

Vi allego qualche foto che può aiutare a capire la tragedia più grande nella storia di questo piccolo stato di 33 milioni di abitanti.

Un abbraccio di cuore

Simone

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