Lettera del 05 Gennaio 2020

Lettera del 05 Gennaio 2020

5 Gennaio 2020

Innanzitutto mi scuso per il ritardo, ma le situazioni contingenti non mi hanno lasciato spazio per scrivervi prima, o meglio, avrei potuto mandarvi distratti auguri, ma non è questo che volevo portarvi, quindi in ritardo scrivo questa lettera.

Il Progetto Nepal ci riempie ogni anno il cuore per i progressi e per la gioia di vedere i bambini che sosteniamo a scuola quanto e come e fin dove riescono e studiano e proseguono il loro “viaggio” culturale e conoscitivo.

Quest`anno oltre ai piccoli felici di poter studiare è stata la volta di Rajesh e della sua laurea. Alcuni di voi hanno sentito parlare di lui. Lo togliemmo dalla situazione disperata in cui viveva circa 14 anni fa, aveva allora 10 anni, era analfabeta e veniva da un villaggio ai confini con il Tibet. Solo al mondo, senza famiglia, o almeno sembrava cosi…comunque da allora sono passati tanti anni e lui pochi giorni fa si è laureato in Social Work. E` un bravissimo ragazzo e sente l’aiuto verso gli altri nel cuore, i suoi studi, la sua laurea non sono come le scelte di tanti che operano nel sociale ma non provano proprio nulla per l’altro. Rajesh non ha dimenticato le sue origini quindi sa riconoscere che cosa occorre veramente a chi soffre e LA MISERIA è davvero una tragedia che pochi possono capire, ancor meno condividere per esperienza.

Rajesh è buddista, ma passando tempo con noi ogni anno si è avvicinato anche alla concezione delle altre religioni, ma soprattutto a quella di apprezzare uomini con dei valori, non importa con quali abiti spirituali, ma con dei valori concreti e visibili, non teorici, non dichiarati senza contenuto, ma vissuti ogni giorno cosa per lui molto facile vista la vita GRAMA che ha condotto fino a 10 anni.

La laurea, la festa è stata una gioia grandissima. Così come è stato per lui ci saranno altri che potranno concludere gli studi, ma ciò che maggiormente trovo commovente è la GRATITUDINE di questi bambiniragazzi e poi uomini che si rendono conto, davvero comprendono che la vita ha dato loro una grandissima opportunità, che altrimenti MAI sarebbe stato possibile studiare e cominciare a VEDERE un panorama diverso da prima, proprio come salire da un seminterrato pian piano su su fino all’attico e ammirare quello che non si immaginava possibile mentre oggi lo è. Il sogno realizzato. Rajesh aveva in mano la sua laurea e non ci poteva CREDERE. Proprio io? E` mai possibile?

Come sapete il nostro lavoro non si limita mai ad aiutare entro i limiti della scuola che poi una volta finita rischia di lasciare i tanti, troppi studenti senza lavoro, ma di aiutarli fino ad ottenere un’autonomia reale. Non è solo una situazione individuale che cerchiamo di far vivere, ma un’idea che possa diffondersi e che forgi ragazzi svegli e coscienti di cosa significa OPPORTUNITA`, poter scegliere e non essere incastrati nell’impossibilità della scelta. La tesi di laurea di Rajesh è stata sui danni del cellulare sulla dipendenza psichica, emotiva, mentale, pratica, fino a non guardarsi più e a scriversi messaggi anche a pochi metri di distanza.

“Uno studio sulla Nomofobia tra gli studenti del Corso di Laurea in Social Work del St. Xavier College”

da Wikipedia: Nomofobia è un termine di recente introduzione (nomophobia nel mondo anglosassone) che designa la paura incontrollata di rimanere sconnessi dalla rete di telefonia mobile. Il termine (formato col suffisso -fobia e un prefisso inglese, abbreviazione di no-mobile) è stato coniato in occasione di uno studio commissionato a YouGov, un qualificato ente di ricerca britannico, da Stewart Fox-Mills, responsabile del settore telefonia di Post Office Ltd (un ramo di Royal Mail, già poste del Regno Unito). Lo studio ha rilevato che quasi il 53% degli utenti di telefono cellulare in Gran Bretagna tendono a mostrare uno stato ansioso quando “perdono il loro cellulare, esauriscono la batteria o il credito residuo o non hanno copertura di rete. Lo studio ha rilevato che circa il 58 per cento degli uomini e il 48 per cento delle donne soffrono di questa fobia, e che un altro 9 per cento è stressato quando il cellulare è fuori uso.

…poi di corsa India a ritrovare sempre più sorpresi per l’incolumità della scuola i tanti bambini che continuano a frequentarla. Ormai anche qui vecchio nuovo, povero e ricco, inutile e importante si toccano, a volte si mischiano, spesso si confondono. Lo sforzo è quello di salvaguardare il VALORE sia esso del passato che del futuro. Così si getta un ponte tra le generazioni e chissà forse non andrà tutto perduto. La scuola con Lawrency, (la cuoca al comando) procede a gonfie vele, non perde né tempo né significato, ma anzi qui ci si occupa di CAMBIAMENTI CLIMATICI, riporta ai bambini la voce reale di quel che succede fuori, nel mare, nel cielo, nel cibo. Tra un pò alcuni di loro ne sapranno più di tutti quelli che continueranno a chiedersi o a raccontarsi che inspiegabilmente fa troppo freddo o troppo caldo o piove in maniera incredibile. La forza di questi bambini potrebbe nel tempo portare un risveglio a chi, oggi, è già assuefatto dal benessere che se eccessivo porta danni come la miseria.

Siamo proprio in un momento-tempo confuso e complesso. Noi procediamo con la nostra nave PLATO STUDIES CENTER sempre con Lawrency al comando.

Grazie sempre, grazie di cuore.

 

La Fondatrice

Valeria Viola Padovani

 

 

Cara Mamma,
mi sento ancora in parte come in un sogno in cui ricevo nelle mie mani la laurea. Nella mia vita non avrei mai potuto immaginare che mi sarei laureato all’Università. Ho ricevuto la laurea dal Vice-Rettore e mi hanno fotografato con zia Claudia e Papà. Wow, come sono fortunato! Ero emozionato, pieno di densa emozione. Volevo piangere un forte pianto per esprimere la mia felicità infinita. Ho pianto in una parte profonda della mia anima. E’ incredibile aver raggiunto tanto nella mia vita. Non è solo una conquista individuale; lo è anche per te e per tutta la famiglia. Infatti ciò che sono oggi è grazie a te. Tu hai avuto un ruolo speciale nel farmi diventare una persona migliore. Tu sei mia madre, la mia vera insegnante, la mia stella e una delle migliori amorevoli mamme del mondo. Senza il tuo caldo amore non sarei mai diventato uno studente laureato come ora. Avere questo meraviglioso certificato aumenta il mio senso di responsabilità per raggiungere altri obiettivi nel mio viaggio. Ieri notte ho dormito molto bene e appena sveglio ho pensato subito ai prossimi passaggi della mia vita. Ci sono molti passaggi che devo affrontare. Questo è un inizio, un inizio positivo. Mamma mi sento così felice e fortunato che zia Claudia e Papà fossero con me. Mi sento fortunato ad aver avuto un abbraccio amorevole da loro. Mi sei mancata, immaginavo di abbracciarti tanto e di avere una bellissima foto con te. Sentivo che mi guardavi in qualche modo e che sorridevi davanti a me mentre ricevevo il certificato dal Vice Rettore. Mamma, mi sento un ragazzo fortunato. Vorrei abbracciarti e piangere davanti a te. In fine vorrei dire che mi sento felice con la mia laurea. Mille grazie Mamma, questa è una tua conquista. TI VOGLIO BENE.
Tuo figlio Rajesh

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