Lettera del 13 Luglio 2020

I POVERI

Come possiamo concepire che ci siano persone che non hanno nulla per vivere, mangiare, esistere?
Possiamo VERAMENTE immaginare che altri non abbiano il diritto alla vita? Alla dignita`? Non è possibile nè credibile che siamo così, non è neppure immaginabile che nella nostra scala di valori NON accada qualcosa di così profondo, ma al contempo così semplice e ovvio…
non possono sfamare i loro figli, non possono aiutare i loro genitori né aiutarsi tra loro, la MISERIA quella tremenda, quella che oggi più che mai URLA la sua drammatica pandemia è una tragedia che pare non scuotere più di tanto la società.
C`è un giudizio implicito che li condanna già a monte, povero uguale a incapace, povero uguale a indegno.
Questo tempo avrebbe dovuto dirci che cosa è fondamentale per il pianeta TUTTO e che cosa abbiamo DIMENTICATO.
Il più delle volte non li conosciamo direttamente, non siamo stati sul campo insieme a loro e non conosciamo la loro storia, ma per noi un povero NON HA STORIA è spesso poco più che un nulla, se siamo buoni ci stimola un aiuto e così negli ultimi 20 anni si sono mosse Idee, Associazioni, ONG, parrocchie per aiutare.
Ma il problema non solo resta, ma li DIVORA e comincia a divorare anche noi.
Camminare e incontrare poveri, vedere gli abiti lacerati, i tagli nei piedi, i capelli sporchi, gli occhi perduti spesso nel nulla. La disperazione dei poveri NON è così visibile.
Ci siamo abituati a tirare la corda, quanto stona nella nostra ricerca di armonia è fastidioso e quindi da togliere, i nostri occhi li vedono a fatica, loro sono perdenti, quindi non stimabili.
La tragedia POVERTA` sta dilagando anche in occidente, noi non abbiamo BANDIERE se non quelle del cuore e dell`aver visto e conosciuto la pandemia della miseria veramente e sul campo.
Negli anni abbiamo creduto, sperato, immaginato e anche OTTENUTO grazie all`aiuto di chi ha creduto in noi.
Siamo qui a chiedervi di credere ancora, di fidarvi ancora non tanto di noi che siamo solo strumenti, ma della VITA che ci dà questa meravigliosa opportunità.

Grazie

Viola

 

13 Luglio 2020

Stiamo lottando per essere persone migliori, comunque questa situazione estrema ci ha messo nella condizione di guardare a fondo che cosa sta succedendo sul pianeta… e lavorare in India a così stretto contatto con i poveri lascia un tremendo senso di angoscia nel cuore. Mi scuso quindi se ancora vi scrivo a così breve tempo dall`ultima volta, ma devo appellarmi a chi può permetterci di sfamare CHI NON HA PIU` NULLA.

Bene o male finchè la macchina sociale funzionava qualcosa succedeva, qualche pesce finiva dalla rete al mercato e così, non per tutti, ma per alcuni, la sopravvivenza era certa, ma oggi la tragedia è certa. Il virus in Kerala non si è diffuso come altrove nel mondo, da subito c’è stata una mobilitazione di grande attenzione essendo l’India un paese in cui la gente è abituata all`autorità religiosa, governativa o semplicemente quella del più anziano che NON E` ancora diventato INUTILE come invece tende a renderlo l`Occidente. A torto o a ragione è un popolo capace di SEGUIRE.

In Kerala le misure cautelative sono state prese da subito anche consigliando la popolazione per una terapia medica (tradizionale) preventiva, e i casi di contagio sono stati contenuti, ma la miseria INVECE è esplosa. Tanti che oggi ci sostengono possono alleviare le pene di chi non solo non ha nulla normalmente, ma oggi non può proprio più farcela. La scuola è chiusa ovviamente, ma non i nostri aiuti e lo staff tutto è gratissimo perché continuiamo a mandar loro lo stipendio. Tutto ciò che si può fare si fa. In questi momenti dove la sopravvivenza è il primo dei problemi esiste una sorprendente solidarietà anche tra le forze dell’ordine e la gente tutta.

Ora sono a qui a chiedere il vostro aiuto. Con gratitudine saluto e abbraccio tutti voi che ci sostenete. Grazie per la comprensione e la solidarietà

La Fondatrice

Valeria Viola Padovani

 

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